La Tassa Tevere Nera


La lunga storia dei ricorsi, delle petizioni delle manifestazioni sulla Tassa Tevere Nera aggiornata agli ultimi episodi. A seguire una retrospettiva con la raccolta di diversi articoli in ordine cronologico dal più recente al più antico.

La Cassazione da ragione al Consorzio Tevere Nera
La Corte di cassazione da ragione al Consorzio di bonifica Tevere Nera decidendo su alcuni ricorsi contro il tributo presentati da alcuni cittadini. La presenza di un Ramo di Classifica, regolarmente approvato, e l'inclusione del bene all'interno del perimetro di contribuenza, rendono legittima l'imposizione e dimostrano l'esistenza del beneficio sul bene stesso.
La Corte di Cassazione, chiamata a decidere su di un ricorso proposto da alcuni consorziati avverso una sentenza della Commissione Tributaria Regionale dell'Umbria (che aveva dato ragione al Consorzio), ha ribadito il principio della rilevanza del Piano di Classifica ai fini della legittimità dell'imposizione, riconoscendo che l'obbligo di pagamento dei contribuenti consortili, presuppone la qualità di proprietario di immobili siti nel comprensorio consortile e la configurabilità di un vantaggio a favore dell'immobile. L'approvazione del Piano di Classifica esonera il Consorzio dall' onere probatorio relativo al beneficio derivante dalla bonifica, in favore degli immobili compresi nel perimetro di contribuenza. La sentenza della Suprema Corte è importante, riferendosi ad una serie di giudizi instaurati da numerosi consorziati, promotori di una contestazione contro l'imposizione consortile e lo stesso Istituto Consortile, predisponendo una significativa mole di ricorsi, uguali nelle motivazioni e generici nei fatti.
"In questa situazione - dice una nota dell'ente - la sentenza rappresenta un'importante vittoria del Consorzio, il quale si è visto riconoscere la rilevanza della sua azione sul territorio, nonchè la legittimità dell'imposizione. Si pone quindi fine - conclude la nota dell'ente - ad una serie di attacchi strumentali al Consorzio, restituendo dignità ai lavoratori e confermando la piena correttezza dell'operato degli amministratori. L'attività del Consorzio va avanti nella sua opera silenziosa, ma importante, a difesa del territorio e dei cittadini."
Corriere dell'Umbria Mercoledì 5 Marzo 2014

In riscossione il contributo del 2007 anche se siamo nel 2013

In riscossione il contributo di bonifica dei 2007 riguardante i consorziati residenti nel centro storico ed in alcune zone collinari e montane del comprensorio. Tali aree erano state provvisoriamente sospese dalla, riscossione, con delibera 431 del 2007, visto il forte contenzioso innescato.
L'ente aveva assunto questa decisione, al fine di poter analiticamente studiare ed approfondire giuridicamente le posizioni di questi contribuenti. Il Consorzio dopo aver vinto, nei vari gradi di giudizio, gli oltre 4.500 ricorsi presentati, non poteva non elaborare il ruolo del 2007. Pertanto sono stati spediti gli avvisi in forma coattiva, vista l'annualità pregressa.
Per ovviare a tutto ciò lo stesso Consorzio Tevere-Nera, facendosi interprete del forte disagio di una parte dei contribuenti, aveva avanzato una proposta di completa esenzione alla Regione Umbria, condivisa anche dagli altri due Consorzi regionali. E precisamente: l'elimina zione del tributo per i contribuenti del centro storico di Terni e dell'abitato di Narrai Scalo, per un totale di circa 20.000 posizioni, pari ad un mancato introito di circa 800.000 euro.
"Questo importo - viene ribadito attraverso una nota - sarebbe stato recuperato con: 300.000 euro circa, di risparmi (efficienze e tagli di spese interne) effettuati; 500.000 euro derivanti da finanziamenti regionali per interventi di manutenzione ordinaria in amministrazione diretta. Non abbiamo però avuto risposte dalla Regione Umbria. Si invitano i contribuenti - conclude la presa di posizione - a recarsi presso i nostri uffici che sono disponibili per ulteriori informazioni ed approfondimenti."
Corriere dell'Umbria Martedì 8 Gennaio 2013

Il consiglio comunale ha approvato con 34 voti a favore, l'atto d'indirizzo illustrato da Leo Venturi (Terni Oltre) sul Consorzio di Bonifica Tevere-Nera. L'atto era stato sottoscritto anche da Giampiero Amici (Pd), Antonio Baldassarre (lb), Giuseppe Boccolini (Psi), Mauro Nannini (FdS), Giorgio Aquilini Ugolini (Ptca), Paolo Garofoli (Gruppo Misto), Sergio Trivelli, Valdimiro Orsini (Pd), Luzio Luzzi (FdS), Ermanno Ventura (Pd), Federico Salvati (Pdl), Alida Nardini (Pd), Paola Ciaurro (lb), Stefano Fatale (Pd1), Fabio Biscetti (Pdl). Con l'atto approvato il consiglio comunale impegna il sindaco
"ad„esprimere al presidente del Consiglio Regionale, alla Presidente della Giunta Regionale, all'assessore competente, una forte critica per come la Regione sta gestendo tale problematica, per il mancato rispetto della Legge Regionale n 18 del 23 dicembre 2011 e per non aver esercitato un'azione di controllo sull'operato del Consorzio di Bonifica che, attraverso alcuni artifizi, sta, nella sostanza, aggirando quanto previsto dalla stessa Legge c dal Regolamento regionale in materia di riscossione dei tributi; a chiedere l'immediato avvio dell'iter per la modifica delle Norme Regionali in materia di bonifica così come previsto dalla legge 18 del 2012; a sollecitare un immediato provvedimento della Regione per la sospensione dell'invio degli avvisi di pagamento e della riscossione degli stessi nell'attesa che sia avviata un'attenta verifica in merito alla corretta definizione dell'importo dell 'imposta e all'applicazione di quanto previsto dal Regolamento regionale sopra richiamato; a chiedere l'applicazione dell'art.16 del Regolamento regionale n. 6 del 2006 (Controllo ispettivo e potere sostitutivo) per verificare l'esistenza delle condizioni per il commissariamento del Consorzio per "gravi e reiterate irregolarità nell'amministrazione dell'ente; ad informare tempestivamente il consiglio comunale sull'evolversi della situazione al fine di tutelare e difendere l'intera comunità da atteggiamenti che penalizzano sempre più la nostra città".
Enrico Melasecche (Udc) intervenendo nel dibattito ha detto che " questo è un tema che offende la coscienza dei cittadini: la legge regionale avrebbe dovuto chiudere questa vicenda dolorosa per i ternani costretti a pagare un balzello doloroso".
Stessi argomenti utilizzati anche da Cinzia Fabrizi (lb) che ha sottolineato come il Consorzio "doveva essere eliminato, e le cartelle non sarebbero dovute arrivare".

Corriere dell'Umbria Mercoledì 12 Settembre 2012

Mentre in Consiglio comunale è stato presentato l'ennesimo atto d'indirizzo bipartisan con cui si "supplica" la Giunta municipale di intervenire sulla Regione per mettere fine alla tassa Tevere-Nera, anche il consigliere regionale Paolo Brutti (Idv) chiede il commissariamento del Consorzio.
"Da anni -afferma Brutti- i cittadini del Temano protestane ner una discriminazinne che li vedepagare, unici in Umbria, un contributo procapite mai richiesto altrove. Abbiamo presentato un'interpellanza per chiedere alla presidente Marini di far cessare la sperequazione. La Regione s'era impegnata a risolvere la faccenda entro la fine dello scorso anno e ad oggi, risulta inadempiente. Il Consorzio ha ritoccato la tariffa e a dispetto della legge ha provveduto a definire due nuove assunzioni. La Regione sospenda gli avvisi di pagamento spediti e commissari il Consorzio ner le oravi e reiterate irreunlarità"
La Nazione Mercoledì 25 Luglio 2012

Il Comitato abolizionista annuncia che presenterà un esposto all'autorità giudiziaria contro la decisione del Consorzio di bonifica ternano di inviare una nuova tornata di migliaia di avvisi di pagamento ai contribuenti nonostante le recenti modifiche al regolamento regionale, che hanno abbassato il limite per la riscossione della tassa da 12 a 17 euro. Secondo Leo Venturi, rappresentante del coordinamento che riunisce i Comitati abolizionisti di mezza Umbria, il Consorzio Tevere-Nera
"ha tentato di vanicare le modifiche al regolamento modificando strutturalmente gli avvisi: i 10,80 euro che fino allo scorso anno venivano esplicitamente indicati come costi di gestione,ora sono spariti e, in un'altra parte della cartella, vengono anzi definiti beneficio di tutela idraulica, in modo che, facendo la somma, venga superato il limite dei 17 euro."
In ogni caso, é stato sottolineato in una conferenza organizzata a Terni dal Comitato, starebbero arrivando anche avvisi con importi inferiori a questa cifra.
"é un atteggiamento incomprensibile che vanifica nello spirito e nella sostanza le modifiche apportate dalla giunta regionale"
aggiunge Venturi, annunciando la presentazione di un esposto in procura per
"verificare la legittimità dell'operato del Consorzio."
Il Comitato punta il mirino anche sulla Regione per non aver ancora
"definito una proposta di legge di revisione delle norme regionali in materia di bonifica, nonostante le legge regionale del 23 dicembre 2011 indicasse in 60 giorni il tempo utile per predisporla."
"Ribadiamo - ha spiegato Moreno Primieri, rappresentante del Comitato di Todi - che l'obiettivo dovrebbe essere quello di abrogare i Consorzi e di assegnare alla Agenzia forestale regionale i compiti di tutela idreogeologica, in modo che tutti i cittadini umbri abbiano finalmente lo stesso trattamento."
Il Comitato punta il mirino anche sulla Regione per non aver ancora
"definito una proposta di legge di revisione delle norme regionali in materia di bonifica, nonostante le legge regionale del 23 dicembre 2011 indicasse in 60 giorni il tempo utile per predisporla"
La Nazione Giovedì 19 Luglio 2012

Nuove Cartelle: "Aumenteremo le tasse"
Il Consorzio Tevere-Nera reagisce alla modifica del Regolamento regionale riguardante i criteri per la riscossione delle cartelle esattoriali che prevede un innalzamento della soglia minima "tassabile". E la reazione dell'ente presieduto da Vittorio Contessa, parla di possibili, anzi probabili, aumenti dei contributi.
"Il Consorzio Tevere Nera uniformando la propria attività su criteri di efficienza e razionalità ha da tempo avviato una politica di rigore e prospettive sviluppando azioni, volte essenzialmente al contenimento dei costi. In particolare il Progetto in-house per le riscossioni. Tale progetto è volto a far risparmiare all'ente circa 120.000 euro ogni anno. Un'idea e un servizio che potrebbero anche essere estesi agli altri due Consorzi Umbri. Il Consorzio Tevere Nera, nel caso in cui il Consiglio regionale approvi la proposta della Giunta che fissa il limite per la riscossione del tributo a 17 euro, sarà necessariamente costretto a rivisitare il proprio bilancio preventivo, in previsione di una significativa diminuzione del gettito contributivo.
Vorremmo ricordare - continuano dal Consorzio Tevere Nera - che avevamo proposto l'esenzione fino a venti euro di tributo, legandola ad un contributoche la stessa Regione avrebbe versato ai Consorzi, quale compensazione economica. Nella proposta della Giunta regionale non si fa cenno alcuno a questa eventualità, facendo venir meno il principio di sussidiarietà, proprio del tributo consortile.
In assenza di ciò il Consorzio Tevere Nera, per garantire la funzionalità e l'operatività dell'Ente dovrà, suo malgrado, rimodulare in aumento gli importi per la contribuenza residua. Temiamo che la gridata soddisfazione di pochi componenti del Comitato abolizionista, corrisponderà probabilmente, all'amarezza di molti. Ad ogni modo - concludono dal Consorzio - abbiamo chiesto, con gli altri due enti di Bonifica umbri, un incontro urgente alla Regione, per analizzare insieme gli effetti della proposta sulla funzionalità dell'ente e sull'aggravio di spesa su parte della contribuenza. Siamo dubbiosi che la fiscalità generale, così come è, possa soddisfare domani, i bisogni di un territorio per il quale già oggi, gli enti locali stentano a trovare adeguate risorse."
La Nazione Lunedì 6 Febbraio 2012
Il Balzello della Tevere - Nera: il Natale ha tolto milioni al PIL del nostro territorio
"la Notizia che la Giunta Regionale abbia deciso di non far mandare più da parte dei Consorzi le cartelle di importo inferiore a 17 euro, importo questo riferito alla sola tassa, è notizia buona ma che poco aggiunge alla battaglia vera di equità su base regionale che come persone e come partito abbiamo da sempre condotto su tutti i fronti"
a sostenerlo è Enrico Melasecche, capogruppo in Consiglio comunale dell'Udc che interviene nell'annosa vicenda della tassa Tevere-Nera.
"é bene sottolineare continua Melasecche - che, dovesse rimanere l'attuale regime, ai malcapitati arriverà comunque la cartella con la tassa ogni cinque anni, oppure al sommarsi di un importo superiore a 17 euro. L'unico vantaggio, di cui usufruirà solo una parte degli interessati, è dato dall'evitare di dover pagare, quel vergognoso salasso nel salasso, costituito dalle assurde spese aggiuntive che nulla avevano a che vedere con il tributo ma erano frutto di ordinaria follia burocratica e che facevano oltremodo lievitare per molti cittadini l'importo complessivo. Ora la battaglia - precisa il capogruppo dell'Udc - si sposta sulla modifica della Legge 30 togliendo ai Consorzi funzioni che non solo loro proprie ma aggiunte successivamente rispetto alla legge istitutiva di tali organismi. Siamo stati in questi anni l'unico partito che sia in Regione che a Terni ha sempre con coraggio condotto questa battaglia di dignità ed equità fiscale senza equivoci ed ammiccamenti. Continueremo in prima linea, convinti come siamo che le famiglie e le imprese si tutelano solo con una presenza vigile e ferma su tutti i fronti facendo battaglie anche difficili. Sollecitiamo tutti ad un'azione di maggiore dinamicità e presenza perché questa tassa - conclude Melasecche - ha tolto al Pil locale molti milioni di euro."
La Nazione Venerdì 3 Febbraio 2012

Tevere - Nera: il Natale si porta via le bollette più odiose

Sessanta giorni per il disegno di legge sui consorzi di bonifica, una settimana per cancellare le bollette più "odiose" del Tevere-Nera e soci. Quelle da pochi euro, da pochi centesimi, che però aggiunti ai 10,80 euro delle spese di gestione fanno salire praticamente sempre la somma apiù di 12 euro ovvero l'importo minimo per cui il consorzio di bonifica può inviare e riscuotere la cartella esattoriale.Dopo l'approvazione dellari forma endoregionale, subito dopo Natale e comunque prima della fine dell'anno, la Giunta regionale è infatti intenzionata a modificare il regolamento attuativo della legge 30 del 23 giugno 2004. E nella fattispecie il comma 7 dell'articolo 2 che recita:
"La cartella esattoriale di importo inferiore a euro dodici è riscossa con cadenza pluriennale al raggiungimento di tale importo, in sintonia con le norme in materia di riscossione dei crediti di modesto ammontare aventi natura tributaria."
L'esecutivo di palazzo Donini vuole dunque togliere la parola cartella esattoriale - che ha sin qui autorizzato i consorzi di bonifica (Tevere-Nera, Bonifica Umbra e Valdichiana) all' emissione dei ruoli - e introdurre un riferimento esplicito all'entità del tributo. Insomma, con i bollettini che arriveranno già dal nuovo anno si dovrebbe pagare il tributo effettivo e non altre spese e soltanto quando sarà superiore (eventualmente anche nella somma pluri ennale) superiore a 12 euro. A meno che il disegno di legge, per cui la Giunta ha 60 giorni, e l'attribuzione delle funzioni dei consorzi alle Unioni speciali del Comuni, non cancelli completamente il tributo. Per la gioia degli abolizionisti del Tevere Nera e di migliaia di contribuenti.
Vincenzo Carducci
Il Giornale dell'Umbria Mercoledì 21 Dicembre 2011

Consorzio Tevere–Nera: Palazzo Spada incentiva la disobbedienza civile
La diplomazia è in campo per rimediare, ma la vicenda rischia seriamente di avere strascichi tali da richiedere l'intervento degli avvocati. Dopo la decisione del Comune di Terni che nei giorni scorsi, tramite una comunicazione firmata dal dirigente dell'ufficio Patrimonio Francesco Saverio Vista, si è opposto al pagamento degli avvisi di pagamento della tassa Tevere-Nera del 2011 - tra cui una bolletta da oltre 57mila euro - chiedendone la temporanea sospensione, i rappresentanti del Consorzio si apprestano alla controffensiva.Un primo, veloce, incontro tra i rappresentanti dell'ente irriguo e il vicesindaco Libero Paci c'è già stato la scorsa settimana, ma per venerdì è stato programmato un nuovo appuntamento a palazzo Spada, appuntamento che si annuncia una sorta di resa dei conti. In quell'occasione, i rappresentanti del Consorzio spiegheranno infatti
"le motivazioni tecnico-giuridiche per le quali occorre onorare il pagamento del tributo, volendo chiarire la improvvida scivolata - così viene definita la decisione in una nota dell'ente - del dirigente comunale. Tale sortita, infatti - si legge ancora - si è prestata, consapevolmente o meno, a strumentali interpretazioni volte a incentivare di fatto, una qualche forma di disobbedienza civile."
Insomma, il balzello è già abbastanza odiato dai cittadini, questa decisione del Comune rischia di delegittimarlo del tutto. Per questo il Consorzio anticipa che nell'incontro di venerdì annuncerà di essere pronto a
"dare mandato agli avvocati di verificare se ricorrano gli estremi per segnalare agli organi giudiziari competenti l'operato di coloro che, diffondendo notizie false e tendenziose circa il mancato pagamento del contributo, creano uno stato di incertezza nei contribuenti ed una conseguente instabilità economica dell'ente."
Ci sarebbero poi gli oltre 4mila ricorsi contro la tassa respinti nei vari gradi di giudizio a riaffermare, dicono ancora dal Consorzio,
"la correttezza istituzionale e comportamentale del Consorzio Tevere-Nera. Una formale ed esaustiva risposta in merito è stata già inviata al Comune."
A suscitare "stupore e incredulità" tra i membri dell'ente è anche
"le modalità con le quali il Comune mantiene i rapporti istituzionali con il Consorzio: infatti se da una parte si chiede collaborazione per l'esecuzione di lavori manutentori dei corsi d'acqua e strade dell'altra non si esita, invece, a blindarlo per cavalcare posizioni, proprie di sedicenti comitati di salute pubblica, che lasciano il tempo che trovano."
Per non minare del tutto i rapporti il Consorzio chiede al Comune di
"chiarire ufficialmente e senza equivoci la propria posizione, traducendola in atti concreti al fine di dare certezze ai cittadini."
Una posizione l'amministrazione sembra però già averla presa, avendo chiesto alla presidente della Regione e agli assessori competenti di intervenire nei confronti del Consorzio affinché sospenda il pagamento degli avvisi in attesa che il consiglio regionale definisca la nuova legge che deve affrontare proprio il problema dei contributi.Una delle proteste degli abolizionisti della tassa
Il Giornale dell'Umbria Martedì 30 Agosto 2011


I Comitati per l'abolizione della tassa Tevere-Nera pronti a dar battaglia

Il Coordinamento dei Comitati per l'abolizione della tassa Tevere-Nera (che partendo da Terni riunisce ormai diverse città umbre delle due province) torna ad alzare la voce. Lo "spunto" è la contribuzione che il Consorzio si appresterebbe a diffondere anche nel centro di Terni.
"Prosegue l'azione vessatoria del Consorzio di Bonifica che colpirà anche il centro città - attacca il coordinamento -, ma i Comitati risponderanno con eclatanti iniziative di protesta. Se i Consorzi e le Istituzioni pensano che i Comitati per l'abolizione della tassa si arrendano di fronte a questa ingiustizia si sbagliano di grosso. L'annunciato ripristino del 'prelievo' per i residenti del centro cittadino da parte del Consorzio di Bonifica Tevere Nera, con i relativi arretrati, fa aumentare ancor più la determinazione nel contrastare l'iniqua tassa. Dopo la manifestazione del 31 maggio a Perugia e l'incontro con i presidenti dei gruppi del Consiglio regionale, restiamo in attesa che diano seguito all'impegno che si erano assunti riguardo alla definizione di un ordine del giorno da sottoporre alla discussione dell'assise regionale prima della pausa estiva,in merito alla semplificazione dei soggetti chiamati ad assolvere le attività di tutela idrogeologica garantendo l'unitarietà dei trattamenti."
"La Regione non può - continuano gli `antitassa’ -, nell'ambito della definizione della nuova legge regionale, non sanare una situazione discriminatoria nei confronti dei cittadini ternani e di altri territori dell'Umbria. Come non è possibile registrare il silenzio del sindaco di Terni, che nonostante un’ordine del giorno approvato all'unanimità dal Consiglio Comunale, e in seguito anche da altri comuni, non sente l'esigenza di difendere i propri cittadini e di dire una parola su questo tema. D'altro canto da Roma a Terni le solite promesse, tutti contro gli sperperi, contro gli enti inutili e la burocrazia per poi guardarsi bene dal metterci le mani, ma ciò non sarà più possibile perché la gente è stanca, esasperata e con le tasche vuote."
"Anche per queste ragioni non molleremo - aggiungono i Comitati - ed anzi metteremo in piedi ulteriori iniziative. La prima è di trasmettere la nostra indignazione alla Presidente della Regione in tutte le occasioni in cui sarà presente sui territori colpiti dalla tassa di bonifica; l'apertura dei gazebo a Terni, Todi, Foligno, Narni, Massa Martana per tenere alta la tensione durante tutto l'iter che dovrà scontare la nuova legge regionale prima dell'approvazione; un presidio permanente nella sede del Consiglio Regionale in concomitanza con la discussione della legge. Anche sul versante giudiziario, viste le sentenze ondivaghe che ultimamente sono state emesse in Umbria, ricorreremo fino alla Cassazione. Le sentenze non rispettano gli insegnamenti della stessa Cassazione e arrivano a giustificare l'operato del Consorzio in base a normative abrogate ormai da tempo."
La Nazione Lunedì 11 Luglio 2011


Consorzio di bonifica Tevere-Nera: arrivano gli avvisi di pagamento

Il Consorzio di bonifica Tevere-Nera ha comunicato ai suoi consorziati che, entro questo mese di luglio, verranno spediti gli avvisi per il pagamento del tributo per il 2011. Andranno in riscossione anche gli arretrati degli anni 2008-2009-2010, riguardanti le zone del comprensorio sospese cautelativamente dalla tassazione, con delibera numero 431 del 2007 del Consorzio.
La legge regionale dell'Umbria 30/2004, successivamente emendata con la legge regionale 16/2008, nonché i sopraggiunti chiarimenti della conferenza Stato/Regioni, obbligano il Consorzio a ripristinare la contribuenza provvisoriamente sospesa. Il calendario delle scadenze, elaborato per prevenire eventuali inesattezze, derivanti dal computo dei dati catastali, è il seguente: settembre 2011, pagamento dell'anno 2008; ottobre 2011, pagamento dell'anno 2009; novembre 2011, pagamento dell'anno 2010. Il contributo consortile è dovuto per gli immobili situati all'interno del perimetro di contribuenza, secondo il piano di classifica, che traggono dalle opere del Consorzio un beneficio in termini di salvaguardia o crescita del valore economico dell'immobile in questione.
Spetta al contribuente, afferma il Consorzio, e non all'ente impositore dimostrare l'assenza di tale beneficio. "Oltre 4.400 sentenze della commissione tributaria provinciale - precisa la nota consortile - avvalorano questa tesi, confermata dalle recenti pronunzie della commissione tributaria regionale dell'Umbria e dalle sentenze della Corte di cassazione. La Corte di appello di Perugia, inoltre, ha respinto il ricorso presentato dall'Ater di Terni, dichiarando dovuto il contributo richiesto e condannandolo al pagamento per 8.500 euro".
Il Giornale dell'Umbria Sabato 9 Luglio 2011

Manifestazione contro la tassa Tevere–Nera lunedì 24 gennaio

Lunedì 24 gennaio alle ore 15.00 a Palazzo Spada si terrà una nuova iniziativa di protesta contro l'odiosa tassa Tevere - Nera. In concomitanza con i lavori del Consiglio comunale i cittadini potranno e dovranno far valere pacificamente le proprie ragioni.
Le Istituzioni non possono più tacere di fronte ad una situazione vessatoria e discriminatoria. É giunto il momento che ognuno si assuma le proprie responsabilità.
Terni Oltre Venerdì 21 Gennaio 2011


Ritornano gli avvisi per la Tevere Nera
Stanno arrivando in questi giorni gli avvisi bonari per il pagamento della famigerata tassa. Molti avvisi sono cumulativi e comprendono anche le quote per cui è stato fatto ricorso negli anni precedenti. Purtroppo, in attesa che la politica ci metta seriamente le mani, i cittadini che non vogliono rassegnarsi a questo ingiusto balzello si trovano costretti a fare di nuovo ricorso. Contro l'avviso è possibile presentare ricorso con l'unico costo delle tre marche da bollo necessarie per avviare la pratica. A tal proposito gli avvocati sono a disposizione il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18 preso la sede della Uil di Via Pacinotti e il martedì e giovedì, sempre negli stessi orari, presso la sede di TerniOltre in V.le Brin n. 19.
Terni Oltre Lunedì 22 Marzo 2010

Tevere Nera, le commissioni regionali azzerano il perimetro di contribuenza
Nelle commissioni regionali è tutta un'altra musica. Le commissioni tributarie provinciali stanno respingendo i ricorsi dei contribuenti contro la tassa di bonifica per il Tevere-Nera, ma le quattro commissioni regionali continuano a dare ragione ai ricorrenti. Su oltre cento ricorsi ultimamente esaminati, ne hanno respinti solo due. Gino Venturi, del comitato abolizionista, canta vittoria:
"Vedete? Le commissioni regionali ci danno ragione. Con gli stessi criteri e gli stessi strumenti che hanno quelle provinciali."
Le sentenze riguardano i ricorsi del 2006.
"Ma anche quelli presentati l'anno scorso per il 2007 e respinti - aggiunge Venturi – saranno giudicati con gli stessi criteri."
Torna l'ottimismo, tra gli abolizionisti, dopo le "batoste" in commissione tributaria provinciale per più di mille ricorsi. Nelle commissioni regionali le valutazioni cambiano. Tra l'altro, si giudicano non influenti sia la variazione della normativa regionale che toglie il beneficio diretto e lascia quello generico, sia l'onere della prova a carico del consorziato. Due elementi che, invece, erano stati citati dalle sentenze delle commissioni provinciali hanno respinto i ricorsi più recenti. E si nega pure l'esistenza di un perimetro di contribuenza. Ora, secondo Venturi,
"si è creato uno scenario favorevole al comitato, ponendolo in una condizione di forza."
Chiama in causa la Regione, dalla quale vuole risposte. Chiede che si faccia pagare solo a chi ha benefici diretti, che si voti per il rinnovo del consiglio di amministrazione del consorzio Tevere-Nera parallelamente alle elezioni regionali e che si riordinino i soggetti che operano nel settore, tutelando i lavoratori. In poche parole chiede una "soluzione politica", si ritirerebbero gli altri ricorsi già avviati. Spiega Venturi:
"Per sei soli ricorsi accolti, il consorzio dovrà pagare 40 mila euro. E ce ne sono altri ancora da affrontare tra i quali i 4 mila dell'anno scorso. Con il rischio di un tracollo fatale anche per i lavoratori che noi vogliamo invece tutelare."
Prendendo in esame le ultime sei sentenze emesse, emergono diversi aspetti. La tassa deve essere subordinata ad un beneficio diretto e specifico (sui due ricorsi respinti, questo beneficio è stato comprovato). La tutela idrogeologica deve essere a carico della fiscalità generale. Non si deve chiedere nulla su opere attivate per delega da altri enti e con finanziamenti pubblici. Sulla variazione della legge regionale avvenuta l'anno scorso, i giudici dicono che "ha stralciato in modo "violento
" senza ombra di criterio o giustificazione il beneficio diretto e specifico."
Ed aggiungono che,
"sorvolando su possibili questioni di manifesta infondatezza o rilevanza costituzionale di tale modifica"
, la norma non può essere retroattiva. L'onere della prova spetta al consorzio, non al consorziato. Si parla anche di iter stravolto per approvare il piano di classifica,
"non essendo stata allegata la cartografia del perimetro di contribuenza."
Si giudica non corretto dire che il perimetro di contribuenza è implicito nella legge regionale e si afferma che il consorzio non ha dato prova della trascrizione di un perimetro di contribuenza alla Conservatoria dei registri immobiliari. Nulla da fare anche per l'allontanamento delle acque reflue: è compito pubblicistico e non a carico dei proprietari di immobili.
"Questo – dice Gino Venturi – dà anche una risposta a quanto riportano i volantini pubblicati dal consorzio sulla modifica della legge regionale, sui ricorsi respinti in commissione provinciale e su presunti inviti alla desistena fiscale."
di Paolo Grassi
Il Messaggero Venerdì 22 Gennaio 2010

Petizione contro la tassa Tevere - Nera

Tassa Tevere-Nera: diciamo no abbiamo detto no diremo sempre no Dopo la presentazione dell'OdG firmato anche da Consiglieri appartenenti ad altri Gruppi per sensibilizzare le Istituzioni, in particolare il Comune di Terni, ad intervenire contro il balzello, è pronta la petizione per chiedere ufficialmente alla Regione l'abolizione dell'odiosissima tassa. Diventa protagonista e aiutaci nella raccolta delle firme: puoi contattare gli uffici di TerniOltre al numero 0744.426330 o recarti direttamente presso la sede di Viale Brin, 39. Ecco il testo della Petizione contro la tassa Tevere - Nera
Al Presidente del Consiglio Regionale della Regione Umbria Dott. Fabrizio Felice Bracco Al Presidente della Regione Umbria On. Maria Rita Lorenzetti All'Assessore Regionale Dott. Carlo Liviantoni Ai Sindaci dei Comuni interessati
Oggetto: Petizione per l'abolizione della tassa Tevere-Nera nella provincia di Terni i sottoscritti cittadini, residenti nel comprensorio dove insiste il Consorzio di Bonifica Tevere-Nera, denunciano per l'ennesima volta la condizione di forte discriminazione perpetrata ai loro danni rispetto al trattamento riservato alla maggior parte dei residenti nella provincia di Perugia. Sono anni che ci battiamo contro una tassa ingiusta ed iniqua: ingiusta perché dichiarata illegittima da numerose pronunce giurisprudenziali, iniqua perché applicata quasi esclusivamente nella provincia di Terni. Siamo stanchi di essere vessati e discriminati, ma soprattutto offesi, nella nostra dignità di persone e di cittadini, dall'assordante silenzio delle Istituzioni che, dopo 8 anni di lotte e denunce, fingono ancora di non sapere o non hanno il coraggio di assumersi le proprie responsabilità. Senza entrare nel merito dell'opportunità di tenere in piedi enti che producono costi e duplicazioni di funzioni e competenze, non possiamo tuttavia non denunciare una situazione ormai conclamata che vede il Consorzio, a fronte della manutenzione e pulizia dei fossi (assai inadeguata e insignificante viste le condizioni in cui gli stessi versano e le quotidiane proteste dei cittadini), chiedere il pagamento di un contributo di bonifica. Fra l'altro, le attività appena richiamate non sono altro che la tutela idrogeologica del territorio e quindi finanziate con la fiscalità generale tanto che in molte città dell'Umbria per analoghe attività nulla viene richiesto ai cittadini. Non siamo più disposti ad essere considerati solo in relazione all'utilità di un voto che potenzialmente potremmo esprimere, né vogliamo più essere presi in giro dal silenzio dei "politici" e delle Istituzioni che hanno il potere di porre fine ad una palese discriminazione. Per tali ragioni chiediamo alla Regione di assumersi le proprie responsabilità e ai Sindaci delle città interessate di difendere la dignità e i diritti dei cittadini pronunciandosi in modo chiaro sulla questione affinché venga abolito, una volta per tutte, un balzello che non ha alcuna ragione di esistere e che ci discrimina come cittadini. Il voto che noi esprimiamo ha lo stesso valore di quello degli altri cittadini Umbri, pretendiamo quindi la stessa dignità e parità di trattamento. Sapremo fare le nostre valutazioni In attesa di un riscontro che auspichiamo sia il più sollecito possibile, inviamo distinti saluti.
Terni Oltre Giovedì 1° Ottobre 2009

Tassa Tevere-Nera: il punto di vista del Consorzio
"Il Consiglio d'Amministrazione del Consorzio - dopo aver preso conoscenza degli articoli di stampa apparsi in questi giorni, articoli ispirati da soggetti che, a vario titolo, hanno opinioni sommariamente negative del Consorzio di Bonifica Tevere Nera - ritiene indispensabile puntualizzare, ancora una volta, alcuni fatti e circostanze per ristabilire la verità. Montori Preliminarmente, nel rispondere nel dettaglio al consigliere Montori, si vuole rammentargli che fa parte di un Consiglio d'Amministrazione e non di un'assemblea politica e, quindi, che sarebbe consono al ruolo ricoperto produrre in tale ambito, e non sulla stampa, le sue esternazioni: forse perché era assente quando si trattavano i vari problemi ?? Come primo punto, avendo riguardo alla questione dei compensi percepiti soltanto da tre amministratori del Consorzio (su nove) come impone la legge, compensi ovviamente al lordo della tassazione e obbiettivamente di entità assolutamente modesta, il Montori mostra di non ricordare che, a sua volta, ha percepito l'indennità spettantegli per il periodo di presidenza un totale di € 10.768. Per carità tutto legittimo! Ma non si capisce perché ciò sia censurabile a senso unico: tutto è stato fatto nella correttezza amministrativa sia prima, sia ora, e non si vedono grandi differenze. Quanto poi alla questione che il consigliere Ruffo sarebbe in conflitto di interessi poiché ha la delega dei rapporti con le organizzazioni agricole essendo un importante imprenditore agricolo, qui si è quasi increduli tale è l'evidente assurdità dell'assunto: il consigliere Ruffo è stato eletto proprio in tale ambito e delle problematiche relative ha la migliore conoscenza ma, poi, le decisioni le adotta il Consiglio nel suo insieme: proprio sotto la presidenza Montori ci fu, a causa del suo operato e della sua totale mancanza di conoscenza delle problematiche agricole, una profonda frattura tra il mondo agricolo ed il Consorzio. Passiamo, ora, al fatto che una delibera del Consiglio di amministrazione avrebbe sancito il pagamento di un avvocato per, afferma Montori, "una parcella che il Consorzio avrebbe potuto evitare": si tratta della condanna del Consorzio, sancita dal Tribunale di Terni, a pagare il legale che ha tutelato l'interesse dei dipendenti del Consorzio che, a causa principalmente di alcune decisioni prese dall'allora presidente Montori, si ritrovavano a non avere lo stipendio. Non si poteva fare altrimenti: opporsi avrebbe significato ulteriori spese legali inutili. Dulcis in fundo, per quanto riguarda il Montori, la contestazione da parte sua di altre spese, tutte ricadenti nell'ambito delle competenze del Consorzio e di entità assolutamente non rilevante: ad esempio quella riguardante la lotta alla zanzara nelle parti di Terni solcate dai canali consortili, intervento, questo, più volte richiesto da numerosi cittadini che hanno le loro abitazioni in prossimità dei canali stessi. Tutte queste spese deliberate dal Consiglio di Amministrazione sono assolutamente legittime. Certo appare quanto meno strano che Montori prepari esposti alla Corte dei Conti per decisioni del Consiglio di Amministrazione che attengono alla ordinaria attività del Consorzio quando, se fosse stato per lui, come a suo tempo rilevò il Collegio dei Revisori dei Conti, il Consorzio sarebbe ormai sommerso dal dissesto finanziario conseguente alle sue scelte. Contenzioso Legale Il legale di numerosi ricorrenti, avv. D'Ammando, in articoli di stampa afferma di essere in procinto di dare "notizie incoraggianti ai ricorrenti". Il Consorzio non conosce, naturalmente, da quale "fonte giudiziaria" possano arrivare tali notizie. Il Consorzio conosce solo i dati reali e pubblici e precisamente: Sono stati respinti dalla Commissione Tributaria Provinciale di Terni con sentenze pubblicate oltre 300 ricorsi; Fino ad oggi, tutte le sentenze pubblicate dalla Commissione Tributaria sono favorevoli al Consorzio. Ad ogni modo si ribadisce la piena fiducia nell'equilibrio ed imparzialità della magistratura. Le uniche notizie sembrano quelle, incoraggianti per l'avv. D'Ammando, riguardanti il fatto che il Consorzio ha liquidato al professionista € 122.700 per sentenze relative ad anni passati che prevedevano la condanna alle spese legali. Quanto ai 100.000 euro che l'avv. D'Ammando dichiara "rimborsati" dal Consorzio all'ATER per dieci anni di contributi da restituire, questo fatto si smentisce categoricamente in quanto nulla è stato versato trattandosi di una causa in corso ben lontana dal concludersi: abbiamo ottime speranze di vincerla presso la Corte d'Appello di Perugia. Infine un amichevole consiglio a "Terni Oltre", capiamo che di certo il risultato elettorale che ha avuto questa lista debba arrampicarsi sugli specchi per far dimenticare quanto avvenuto, ma non cavalchi solo, sempre e comunque la tigre del Consorzio con tutti i ben altri problemi che un amministratore ternano si trova ad affrontare e, soprattutto, non affermi che le sentenze della Commissione Tributaria di Terni sono "incaute" (ovviamente solo quando danno torto all'avv. D'Ammando): tutto ciò rischia di ricadergli addosso senza rete di salvataggio, altro che prospettive politiche regionali! Mozione Consiliare A proposito della recentissima mozione promossa dal consigliere comunale Leo Venturi, il Consiglio di Amministrazione del Consorzio chiede con forza al Sindaco del Comune di Terni, al Presidente della Provincia di Terni ed alla Regione dell'Umbria di chiarire definitivamente il ruolo del Consorzio di bonifica in relazione alle vigenti leggi statali e regionali con particolare riferimento alle sue legittime competenze di tutela del territorio. Appare, infatti, quanto mai strano che dei consiglieri chiedano al sindaco ed alla giunta di impugnare gli Avvisi di pagamento del contributo di bonifica relativo al 2008, quando quelli relativi al 2007 sono stati già dichiarati legittimi, in centinaia di recentissimi casi, dalla Commissione Tributaria di Terni. I firmatari della mozione che dovrebbero, quali rappresentanti dei cittadini, affrontare e tentare di risolvere i ben altri problemi di Terni, appaiono nella circostanza veramente a corto di ogni proposta o argomentazione seria. Il Consiglio di Amministrazione chiede alle istituzioni locali e regionali di promuovere un "tavolo" di confronto che metta al centro della discussione, una volta per tutte, il ruolo del Consorzio nelle varie sfaccettature operative ed economiche. In ogni caso il Consorzio è a disposizione delle istituzioni e dei cittadini per qualsiasi confronto nella trasparenza che ha sempre caratterizzato il suo operato".
Consorzio di Bonifica Tevere-Nera
Comune di Terni Lunedì 28 Settembre 2009

Sentenza Ricorso e Controricorso ... nuova puntata della Tassa Tevere Nera
Il presidente del Consorzio Tevere-Nera, Vittorio Contessa, ribatte agli abolizionisti che avevano cantato vittoria dopo che, nei giorni scorsi, erano arrivate altre 5 sentenze favorevoli agli oppositori del tributo di bonifica.
"Faremo subito ricorso contro le sentenze favorevoli all'azienda agricola dell'Amerino, che si era opposta ai bollettini relativi agli anni di contribuenza 2001-2005 - attacca il presidente Contessa - interporremo appello alla Commissione Tributaria Regionale e via via fino in fondo alla Corte di Cassazione.
Attendiamo con fiducia la pronuncia finale della Corte di Cassazione, che non potrà non avvalersi delle sentenze recentissime emesse in ultimo grado di giudizio, così come in questi giorni stanno facendo le Commissioni tributarie provinciali di Rieti e Siena.
Per i ricorsi sulla contribuenza 2007 è invece ancora tutto da decidere."
Secondo i vertici consortili, il Comune di Amelia deve ancora decidere, in una riunione di giunta, se presentare ricorso contro i contributi di bonifica, mentre per quanto riguarda la sentenza del Tribunale di Terni favorevole all'Ater è già stato presentato ricorso alla Corte d'Appello di Perugia e il Consorzio non ha pagato alcunché, in quanto il giudizio non è ancora definitivo.
"Io continuo ad essere ottimista - chiarisce Contessa - perché la sentenza del Tribunale di Terni non ha tenuto in debito conto la Consulenza tecnica d'ufficio che conclude in senso favorevole al Consorzio."
Infine, il presidente Contessa risponde alle dichiarazioni del consigliere di amministrazione Montori, che aveva chiesto di discutere nel Cda la questione dell'invio degli avvisi bonari che non superavano la quota minima.
"Abbiamo proposto alla Regione di estendere l'esenzione fino a 20 euro - argomenta il presidente consortile - ma per fare ciò c'è bisogno di una auspicata revisione della legge regionale.
Non mi sembra che tra le proposte che ha fatto alla Regione Montori, nel suo periodo di presidenza, sia mai stata avanzata questa richiesta.
Inoltre, sulla questione della quota minima abbiamo già dato risposta scritta al consigliere: il contributo del Consorzio si compone di due parti, una minima e fissa e una variabile.
Non verranno inviate cartelle esattoriali, la norma infatti si riferisce alle cartelle e non agli avvisi bonari, a chi, applicando tale contributo, non raggiungerà i 12 euro."
Proprio su questo tema gli abolizionisti parlano di attività "ingannevole" verso i contribuenti: tanti, infatti, non sarebbero stati in grado di percepire la differenza tra avvisi e cartelle, tanto più che negli avvisi bonari era stato indicato un termine per il pagamento che ha contribuito a ingenerare l'errore, anche per chi non avrebbe dovuto pagare perché non raggiungeva i 12 euro

Federico Zacaglioni
Corriere dell'Umbria Lunedì 16 Febbraio 2009

Consorzio Tevere-Nera:Niente tassa se non cè il beneficio fondiario diretto
Brutta tegola per il Consorzio di bonifica Tevere-Nera, almeno stando a quanto comunicano gli abolizionisti. La Commissione tributaria provinciale, infatti, ha pubblicato proprio in questi giorni altre 5 sentenze che riconoscono il diritto dei ricorrenti di non pagare la tassa in assenza di un beneficio diretto e specifico. Le pratiche dei ricorsi sono state seguite dallo studio legale D'Annibale a favore di un'azienda agricola che opera nella zona del narnese-amerino e che ha ottenuto dalla magistratura tributaria la conferma che, come si legge nelle sentenze,
"il tributo non può essere trasformato in una indiscriminata imposta fondiaria per tutti i soci consortili."
Secondo il Comitato abolizionista, che ha patrocinato i ricorrenti, l'elemento di novità introdotto da queste nuove 5 sentenze è rappresentato dal fatto che la Commissione tributaria provinciale non ha tenuto in alcun conto un precedente giuridico considerato favorevole agli interessi del Consorzio di bonifica Tevere-Nera e della sua linea in materia di emissione dei tributi.
"In particolare, in ambienti consortili, era stato sostenuto che, in seguito ad una sentenza della Cassazione, era stata ribaltata l'impostazione precedente - spiegano dal Comitato anti-tassa - ponendo l'onere probatorio in capo al consorziato nel caso in cui il Piano di Classifica fosse stato approvato dalla Regione. Le recenti sentenze ternane, invece, non introducono novità, ponendosi nel solco di una giurisprudenza tutta uniforme che ha visto il Consorzio soccombere in assenza di un beneficio fondiario diretto e specifico, rispetto al singolo immobile. L'obbligo di dimostrare il beneficio, secondo la Commissione tributaria spetta, dunque, all'ente di bonifica che deve farlo derivare dai lavori effettuati con finanziamenti propri."
Intanto continua la campagna di presentazione dei ricorsi agli avvisi bonari per il 2007. Quelli raccolti dal Comitato abolizionista superano ormai quota 5 mila. Tra questi anche quelli di alcune amministrazioni comunali: la prima a rompere il fronte delle autonomie locali è stata Amelia, che sarà seguita da altri sindaci, sulla scorta di quanto già fatto dall'Ater che ha ottenuto un rimborso cospicuo. Domani, infine, si riunirà il consiglio di amministrazione. E prosegue la polemica a distanza tra abolizionisti e consiglieri di maggioranza, che riproporranno la richiesta i delega del presidente Contessa per adire le vie legali nei confronti degli esponenti del Comitato contro la tassa.
"Si preferisce parlare di queste vicende - dice l'ex presidente Moreno Montori - piuttosto che affrontare la mia richiesta di inserire all'ordine del giorno due temi molto rilevanti per i consorziati. Avevo chiesto, infatti, di verificare se fosse possibile inviare gli avvisi bonari che non raggiungono la quota minima di 10,8 euro di contributo fisso e, come secondo punto, di verificare se gli avvisi bonari rispettassero il dettato della legge regionale che vieta di chiedere pagamenti inferiori ai 12 euro."
La Regione Veneto ha deciso di restituire ai cittadini ricorrenti la quota minima versata impropriamente
Federico Zacaglioni
Corriere dell'Umbria Giovedì 12 Febbraio 2009

Tassa Tevere Nera...ancora?
Ma sono l'unico che non ne può più, ci prenderanno per stanchezza? Si inasprisce la battaglia legale sulla tassa di bonifica Tevere-Nera. Mentre il Comitato abolizionista dichiara chiusa la raccolta dei ricorsi contro il tributo, il consiglio di amministrazione del Consorzio di bonifica deciderà nella riunione di stamattina se adire le vie legali nei confronti degli abolizionisti. É lo stesso presidente dell'ente consortile, Vittorio Contessa, a confermare l'iscrizione del punto all'ordine del giorno.
"Il consiglio dovrà decidere se assegnarmi l'incarico di tutelare nelle sedi legali il Consorzio da attività che riteniamo potenzialmente diffamatori o cagionevoli di danni penali e patrimoniali nei confronti dell'ente"
, chiarisce Contessa. Per la verifica degli estremi per azioni giudiziarie, il Consorzio di bonifica aveva incaricato un legale emiliano. Intanto, ieri, gli abolizionisti hanno raggiunto il traguardo dei 4 mila ricorsi anti-tassa e hanno comunicato di non essere più in grado di recepire altre opposizioni alle quali garantire la tutela legale.
"L'inattesa risposta dei cittadini ci induce a porre fine alla raccolta - dice una nota del Comitato - fatta eccezione per gli appuntamenti già fissati nelle diverse sedi fino a martedì prossimo.Qualche centinaio di ricorsi sono già stati notificati al Consorzio e presentati alla Commissione tributaria di Terni. Ai ricorsi di coloro che non avevano ancora pagato gli avvisi bonari devono aggiungersi coloro che, avendo già provveduto al pagamento, sono intenzionati a chiederne la restituzione, anche per gli anni passati."
I circoli del Pdl di Attigliano e Lugnano (come scriviamo a parte) hanno, infine, chiesto al Consorzio di bonifica Tevere-Nera di prendere i dovuti provvedimenti in seno al consiglio di amministrazione, dal momento che il consigliere Adriano Di Giovenale (ormai ex Presidente della Comunità montana Croce di Serra dell'Amerino), dopo la recente soppressione dell'ente avrebbe perso le proprie prerogative come previsto dal regolamento regionale.
Federico Zacaglioni
Corriere dell'Umbria Giovedì 22 Gennaio 2009

Qualcuno che difende la Tassa Tevere Nera c'è Mentre continua la protesta nei confronti del tributo imposto dal Consorzio Tevere-Nera, da parte del Comitato abolizionista e di alcuni esponenti politici locali, gli agricoltori difendono l'istituzione consortile, chiedono l'estensione del tributo anche ai residenti nell'area urbana e rilanciano l'invito ai loro iscritti a provvedere al pagamento del contributo. É quanto emerso dopo un incontro tra i vertici del Consorzio di bonifica Tevere-Nera e quelli delle organizzazioni sindacali delle categorie agricole: Federazione Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori e Unione Agricoltori, rappresentati dai rispettivi presidenti e direttori. Ad organizzare la riunione è stato il presidente del Consorzio, Vittorio Contessa, coadiuvato dal vice Emanuele Fausti e dal direttore Benedetti.
"dì concerto con i rappresentanti del consiglio di amministrazione del Consorzio, le organizzazioni agricole rivolgono un fermo appello alle forze politiche locali, nessuna esclusa, affinché conformino le loro posizioni sulla questione della bonifica a quelle espresse dal Governo nazionale nel protocollo di intesa tra Stato e Regioni recentemente sottoscritto, un' intesa che conferma e rafforza il ruolo dei Consorzi. Si sottolinea anche l'atteggiamento di grande apprezzamento dell'istituto consortile sempre espresso dalla giunta regionale dell'Umbria e concretizzatosi, recentemente, con l'adeguamento della legge sulla Bonifica alle risultanze dell'intesa Stato-Regioni."
Le organizzazioni del mondo agricolo hanno anche auspicato che l'operatività del Consorzio possa proseguire con maggior impulso nonostante la complessità del momento.
"Anche perché - si legge - le esigenze di difesa idraulica del territorio, specie nella Conca Ternana, si rilevano sempre più importanti con l'attuale forte espansione degli insediamenti urbani"
Corriere dell'Umbria Sabato 17 Gennaio 2009

La replica del Consorzio di bonifica Tevere-Nera

Rappresentanti del Consorzio di bonifica "messi a tacere dagli abolizionisti della tassa."
É quanto denunciato dal consiglio d'amministrazione del consorzio. Il fatto, dice il consorzio, è accaduto nel corso delle assemblee pubbliche, che si sono svolte ad Attigliano e Lugnano in Teverina, lo scorso lunedì 22, indette dal
"Comitato per l'abolizione della Tassa Tevere-Nera."Assemblee "il cui scopo - ha osservato il presidente del Consorzio di bonifica, Vittorio Contessa - è stato quello di sollecitare l'astensione dal pagamento del tributo e la raccolta di ricorsi da presentare alla commissione tributaria di Terni contro gli avvisi di pagamento di recente inviati ai consorziati."
Assemblee, denuncia il presidente, a senso unico
"nelle quali si sono verificati episodi di intolleranza nei confronti del presidente, del vicepresidente del Consorzio e di alcuni dipendenti. Quando i rappresentanti e i dipendenti del Consorzio volevano parlare, venivano zittiti e invitati ad allontanarsi, in palese contrasto con i principi di libertà di espressione e del legittimo contraddittorio di opinioni e considerazioni. A un anno dall'elezione del nuovo Cda - spiega Contessa - grazie alla paralisi di attività durante la presidenza Montori che ha causato il dissesto finanziario e operativo dell'ente, non siamo mai stati in condizione di poter amministrare il Consorzio. Abbiamo sempre detto di voler togliere la tassa a chi non trae benefici, ma non di voler distruggere il Consorzio."
Contessa spiega dunque le finalità dell'attuale cda.
"Alla luce - dice il presidente - dell'accordo Stato-Regioni del settembre 2008 che conferma e rafforza il ruolo polivalente dei Consorzi di bonifica e della legge regionale n.30/2004 che recepisce l'accordo proprio negli articoli riguardanti il beneficio tratto dagli immobili dall'attività del Consorzio, occorre che i rappresentanti eletti dai cittadini consorziati abbiano la tranquillità per svolgere il proprio compito: riordinare il Consorzio e la relativa imposizione secondo i reali benefici che i singoli consorziati traggono dalle attività dello stesso. Per fare ciò, ci sono dei tempi tecnici da rispettare, in base a leggi nazionali e regionali, che vanno applicate dagli amministratori eletti alla guida del Consorzio, ente che ha sempre garantito la sicurezza idrogeologica del territorio e la sopravvivenza dell'economia agricola e no. Il Consorzio gestisce ogni anno un ingente volume di finanziamenti (decine di milioni di euro) statali e regionali per la difesa del suolo e le politiche agricole, utilizzati per eseguire interventi direttamente o appaltandoli a imprese, favorendo i livelli occupazionali di tante piccole e medie aziende e studi tecnici del territorio. Chiudere il Consorzio, ammesso che si possa fare, vuol dire pagare sotto un'altra forma, importi forse anche maggiori, come integrazione ad addizionali irpef regionali o comunali; si vedrebbe gravato di un aumento di spesa anche chi non possiede nessun immobile o chi non ha nessun beneficio. Se il Consorzio Tevere-Nera dovesse cessare la sua attività, il territorio potrebbe essere diviso e fagocitato dagli altri due consorzi facenti parte della Bonifica Umbra. La mobilitazione in massa per i ricorsi, oltre a fare la fortuna degli studi legali interessati, per ora sembra uno in particolare, farà aumentare i costi del Consorzio che ricadranno sulle quote che i contribuenti non esentati andranno a pagare il prossimo anno. Quindi, caro Comitato e caro Leo Venturi - conclude Contessa - se il tuo interesse è l'equità fiscale, ci dovresti lasciare amministrare; se invece questo polverone ha il solo scopo di arrivare alle prossime amministrative senza aver risolto nulla, ma avendo una grande visibilità, allora la Tassa Tevere-Nera è un falso problema"
Corriere dell'Umbria Martedì 30 Dicembre 2008

Non solo una tassa ingiusta ma anche richieste cifre a caso

A margine del braccio di ferro tra abolizionisti e vertici del Consorzio di bonifica Tevere-Nera, scoppia il caso delle "cartelle pazze" e del "tesoretto" delle quote fisse.
A sollevarlo è il sindacalista Gino Venturi della Uil, anche lui componente del Comitato per l'abolizione della tassa che promette di portare i casi-limite dal Garante dei Contribuenti, istituito dalla Regione.
"Tra i casi più significativi che sono emersi - afferma - c'è quello di un ternano chiamato a pagare un contributo di 4 centesimi di euro, al quale però è stato aggiunto un contributo fisso di 10,80 euro.
Quindi, questo ternano è costretto a pagare un contributo di 271 volte più grande del dovuto.
Il Regolamento regionale, invece, impone che per somme inferiori a 12 euro si proceda alla riscossione con cadenza pluriennale fino al raggiungimento di tale importo, in sintonia con le norme in materia di riscossione dei crediti di modesto ammontare aventi natura tributaria."
Poi c'è la questione del potenziale tesoretto da un milione di euro, frutto del contributo minimo di 10,80 euro che il Consorzio sta chiedendo a tutti i contribuenti per il 2007 e che si appresta a mettere in conto anche per il 2008.
"Rapportato al totale dei 97mila contribuenti - prosegue il sindacalista - il contributo porterebbe al Consorzio una somma aggiuntiva di oltre un milione di euro all'anno.
Un corrispettivo di tutto rilievo, che l'ente incasserebbe per lavori non fatti, in quanto non ricompresi nel riparto di contribuzione."
Ma la bagarre sulla tassa Tevere-Nera diventa anche una specie di spy-story e pure un mezzo caso politico.
Ed è una storia di reciproche accuse, tra diverse fazioni tra le quali non corre certo bbuon sangue.
Già, perché quelli del Comitato per l'abolizione della tassa accusano i rappresentanti del Consorzio di bonifica di andare in giro con i registratori durante le loro assemblee, per raccogliere "prove" nell'ambito di una causa legale che potrebbero intentare per tutelarsi in caso di dissesto finanziario dell'ente.
Puntando a verificare se esistano gli estremi per contestare legalmente l'istigazione all'evasione fiscale.
Invece il presidente del Consorzio di bonifica, Vittorio Contessa, non fa giri di parole e in un comunicato ribadisce che - a suo avviso - dietro l'attività del Comitato anti-tassa si muovono gli interessi propagandistici della lista Terni Oltre, capitanata da Leo Venturi.
"Altrimenti - afferma - non si spiegherebbe come mai a patrocinare i ricorsi ci sia praticamente un solo legale, che è pure tra i promotori della lista."
Una circostanza alla quale il Comitato ribatte con una smentita:
"Abbiamo anche altri due avvocati - fanno sapere - uno sta lavorando anche ai ricorsi presentati dai paesi della provincia ternana.
E contiamo di raggiungere le tremila opposizioni agli avvisi bonari."
e proprio Leo Venturi attacca il presidente del Consorzio:
"Vittorio Contessa - dice in un comunicato - non può darci lezioni di democrazia"
Federico Zacaglioni
Corriere dell'Umbria Lunedì 29 Dicembre 2008

Verso i 3000 ricorsi per la tassa Tevere - Nera

L'obiettivo è di tremila ricorsi a fine anno: la battaglia contro la tassa Tevere-Nera sta davvero cavalcando le onde della giurisprudenza. Le continue telefonate che raggiungono la sede della Uil di via Pacinotti, nonché quello che è ormai diventato un assordante passaparola tra i residenti in tutti i comuni colpiti dal tributo, continuano a manifestare tutti quei casi di accesa protesta e di opposizione al pagamento delle bollette che arriva ancora inaspettatamente nei domicili con il marchio del consorzio Tevere-Nera. Le cifre diffuse solo qualche tempo fa - che parlavano di duemila ricorsi, presentati
"contro l'applicazione generalizzata della tassa di bonifica"
- ormai non sembrano più coincidere con la realtà. Entro la fine dell'anno, infatti, secondo il segretario della Uil Fpl, Gino Venturi, si dovrebbero raggiungere le tremila opposizioni al balzello, col timore che la macchina organizzativa predisposta per l'infuocato caso ternano possa non essere più in grado di soddisfare tutte le richieste. Intanto, oggi saranno diversi i luoghi dove continueranno ad essere raccolte le adesioni. Due appuntamenti molto affollati riguarderanno sicuramente la zona amerina di Penna e Lugnano in Teverina, Attigliano e Giove con due distinte assemblee (la prima ad Attigliano alle 16, presso il Comune, presieduta dal sindaco Daniele Nicchi, che è il primo amministratore locale che si è fatto interprete della posizione contestante che i suoi concittadini; la seconda assemblea a Lugnano in Teverina, sempre presso le sale comunali, alle ore 18). Ad entrambe le riunioni prenderanno parte l'avvocato Maurizio D'Ammando e l'ex presidente del consorzio, Moreno Montori. A Terni, invece, gli appuntamenti di oggi per sottoscrivere i ricorsi saranno dalle 12 alle 13 e dalle 15 alle 17 presso la sede della Uil Fpl, in via Pacinotti, oppure presso la III e la IV circoscrizione o nelle sedi di alcune associazione e partiti politici. e, intanto, fa eco anche la questione degli "avvisi di pagamento pazzi", quei casi eclatanti, che saranno documentati al Garante dei Contribuenti, per i quali, a fronte del pagamento di un contributo esiguo (per esempio da 0,04 euro) si chiede di aggiungere un contributo fisso da 10,80 euro: un contributo finale, dunque, 271 volte più grande del dovuto.
Antonella Lunetti
22 dicembre 2008 Corriere dell'Umbria
Tevere - Nera varato il bilancio preventivo 2009
Il Consorzio di bonifica Tevere Nera vara il bilancio preventivo del 2009 e impugna alcuni importanti pronunciamenti amministrativi per difendere il proprio operato. Nella conferenza stampa convocata da numero uno e numero due dell'ente di bonifica, vale a dire il presidente Vittorio Contessa e il suo vice Emanuele Fausti, proprio al termine del consiglio d'amministrazione i rappresentanti del Consorzio hanno palesato i numeri appena approvati dai consiglieri riguardanti l'attività prevista per l'anno venturo. Il risparmio atteso nelle uscite è pari a 140mila euro, con il 30 per cento già risparmiato negli anni precedenti, mentre la previsione degli introiti arriva a 3 milioni di euro. Il tutto mentre in questi giorni sono arrivati nelle case dei contribuenti gli avvisi di pagamento riguardanti l'annualità del 2007. Ma a tenere banco in conferenza stampa sono anche l' accordo Stato-Regioni, sottoscritto il 18 settembre scorso, e alcuni pronunciamenti dalla Cassazione in merito ai famosi ricorsi dei contribuenti.
"L'accordo tra Stato e Regioni - ha dichiarato il presidente Contessa - conferma e rafforza il ruolo dei consorzi di bonifica, poichè la bonifica stessa ha assunto una polivalenza funzionale, svolgendo sul territorio diverse attività, tra cui la difesa del suolo, la provvista e la gestione delle acque a prevalente uso irriguo, la salvaguardia e la valorizzazione dell'ambiente. Per questo occorre che i rappresentanti eletti dai cittadini consorziati abbiano il tempo e la necessaria tranquillità per svolgere il proprio ruolo, cioè riordinare il consorzio di bonifica e la relativa imposizione contributiva secondo i reali benefici che i singoli consorziati traggono dalle attività dello stesso."
Contessa e Fausti hanno anche analizzato la situazione alla luce dell'ipotesi di smantellamento di tutto l'apparato dei consorzi.
"Chiudere il consorzio - spiegano - vorrebbe dire per i cittadini non certo non pagare più la tassa, ma soltanto pagarla in una forma differente. Anzi, di certo sotto importi anche maggiori rispetto a quelli attuali, anche perchè il servizio andrebbe a ricadere sotto la fiscalità generale, che a quel punto non potrebbe fare più diffferenza tra cittadino poprietario agricolo o meno."
Sulla vicenda dei ricorsi dei contribuenti, la Cassazione in quattro recenti sentenze, datate tra il 7 e il 30 ottobre, ha stabilito che dovrà essere il ricorrente stesso a dimostrare al consorzio di non dover pagare la tassa, e non il contrario come succedeva prima. Sulla vicenda dei ricorsi prende posizione anche Leo Venturi, presidente del comitato per l'abolizione della tassa.
"La straordinaria adesione ai ricorsi da parte dei cittadini - si legge nel comunicato di Venturi - sono i segnali più chiari di una netta contrarietà al balzello da parte della popolazione contribuente. La sopportazione dei contribuenti ha superato ogni limite e fin dalle prossime settimane, sulla spinte delle loro richieste, verranno organizzate manifestazioni pubbliche per le vie e le piazze della città."
E intanto dal consorzio si apprende che proprio l'attività del comitato per l'abolizione della tassa sarebbe finita sotto l'occhio degli studi legali consortili, pronti a chiedere eventualmente i danni. Si preannuncia quindi una ulteriore pagina legale della vicenda
Massimo Colonna
Corriere dell'Umbria Giovedì 18 Dicembre 2008

Il Comitato per l'abolizione della tassa Tevere-Nera pronto ai ricorsi
Il Comitato per l'abolizione della tassa Tevere-Nera rilancia la sua battaglia. Ed è pronto a cavalcare quella che viene annunciata come un'ondata di ricorsi. Che, per la prima volta, verranno presentati contro gli avvisi bonari, senza aspettare l'arrivo delle cartelle esattoriali. Le iniziative sono state presentate dal Comitato e dalle associazioni dei consumatori Adoc, Federconsumatori e Adiconsum che appoggiano la "class action" gratuita contro il tributo. La situazione è sempre più confusa, perché agli avvisi bonari in partenza in questi giorni e che riguardano il tributo del 2007, si stanno sovrapponendo le attività di recupero crediti della società Equitalia per le tasse non pagate negli anni precedenti. Inviando i bollettini in due soluzioni, inoltre, il Consorzio - secondo gli abolizionisti - incasserà due volte la quota fissa di circa 11 euro, che sarebbe stata assorbita da un unico versamento in caso di invio congiunto. Poi c'è la nuova formulazione della legge regionale, che secondo gli assessori regionali Liviantoni e Riommi risolverà ogni dubbio interpretativo.
"La legge non cambia niente - insiste Leo Venturi, che coordina il comitato - anzi, ci sono in corso altri ricorsi e di recente la Cassazione ha reiterato l'illegittimità del contributo quando le attività consortili non producono un beneficio certo."
É per questo che il Comitato ha messo insieme una serie di spazi dove raccogliere la documentazione per i ricorsi. Si tratta delle sedi delle circoscrizioni Colleluna e Ferriera e di quelle dei patronati Adoc e Federconsumatori, presso gli uffici di Uil e Cgil. Parallelamente saranno diffusi migliaia di volantini perché, secondo gli abolizionisti, il Consorzio starebbe utilizzando fondi di bilancio per una massiccia campagna di comunicazione fatta di spot televisivi e di lettere stampate a colori e inviate agli utenti.
"Ma c'è di più - rivela l'avvocato D'Ammando che patrocina le cause - perché è stato dato un incarico a un avvocato per valutare se ci sono gli estremi per intervenire contro la libertà di critica del nostro Comitato, rispetto all'illegittimità della tassa."
L'incarico sarebbe stato assegnato a un avvocato ferrarese e sarebbe costato circa 1500 euro solo per la valutazione preventiva e la trasmissione di articoli di stampa e materiale
Federico Zacaglioni
dal Corriere dell'Umbria Mercoledì 3 Dicembre 2008

Se la tassa torna ... dalla porta sul retro

Un emendamento inserito nell'assestamento di bilancio della Regione rischia di reintrodurre il tributo del Consorzio di bonifica Tevere-Nera anche nel centro urbano di Terni, dove la tassa era stata sospesa a 30 mila cittadini.
Lo scenario si apre a seguito dell'approvazione di un atto della giunta regionale, fatto proprio dal consiglio di Palazzo Donini, che ridefinisce il concetto del beneficio per il quale si deve pagare il tributo consortile.
L'emendamento cassa i termini "diretto e specifico" dalla norma e introduce un molto più vasto beneficio generale che aumenta il valore patrimoniale degli immobili a fronte degli interventi del Consorzio.
"Questa formulazione - ha detto in consiglio regionale l'assessore Riommi - dovrebbe finalmente mettere fine alla nota polemica su chi è chiamato a pagare i canoni.
Recepiamo, infatti, direttamente il testo del verbale di accordo, sottoscritto nella Conferenza Stato-Regioni che definisce il concetto di "beneficio qualificato", chiarendo, una volta per tutte, chi dovrà effettivamente pagare le quote consorziali."
Praticamente tutti. Anche se l'eventuale ampliamento della platea contributiva scatterà col prossimo piano di classifica, che la nuova maggioranza del Consorzio di bonifica Tevere-Nera ha affidato a un professionista del settore, il docente universitario di Padova Vincenzo Bixio.
"La delibera 431 - afferma il presidente, Vittorio Contessa - ha sospeso il pagamento del tributo per circa 30mila utenti.
Per ora resta in vigore. É evidente che la nuova formulazione della legge apre scenari diversi, con i quali dovremo confrontarci in futuro quando arriverà il nuovo piano di classifica.
Nel caso in cui il perimetro di contribuenza venga esteso anche alle aree ora escluse, valuteremo la possibilità di assumere decisioni politiche, in sinergia con la Regione, per introdurre nuove forme di esenzione."
Non la pensano allo stesso modo gli abolizionisti, che ieri hanno diffuso un lungo comunicato col quale attaccano la Regione e il Consorzio e promettono di andare avanti con i ricorsi.
"Il tentativo della Regione - attaccano - è quello di rendere legittima una tassa che invece tutte le sentenze, per come applicata, dichiarano non dovuta (in assenza, appunto, di un beneficio diretto di natura fondiaria).
Sul piano pratico riteniamo irrilevante questa modifica, perché è in contrasto con la legislazione nazionale.
Sul versante politico, invece, ci indigna l'ostinazione della Regione e di quella politica, che le tentano tutte per continuare ad imporre una tassa impropria e per di più solo ai ternani, che sono considerati di serie b nei confronti dei perugini.
Ancora più grave è il silenzio delle forze politiche e dei rappresentanti istituzionali ternani e in particolare, in questo caso, il voto favorevole di alcuni consiglieri regionali ternani."
Secondo gli abolizionisti, il tentativo è quello di trasformare un contributo di bonifica in una "tassa" tesa solo a mantenere in piedi il Consorzio, appesantendo la pressione fiscale sui cittadini ternani e sulle imprese del territorio, mentre a Perugia si continua a pagare tutto con la fiscalità generale.
"Per questa ragione - conclude la nota del Comitato - invitiamo tutti i cittadini a fare ricorso non appena, tra qualche settimana, arriveranno gli avvisi bonari.
É attivo un pool di avvocati che gratuitamente fornirà assistenza e patrocinio"
Federico Zacaglioni
dal Corriere dell'Umbria Giovedì 13 Novembre 2008


Ricorsi a raffica dal Comitato per l'abolizione della tassa Tevere-Nera

Il Comitato per l'abolizione della tassa Tevere-Nera lancia la sua campagna d'autunno contro la decisione del consiglio di amministrazione di spedire i 55mila inviti bonari, agli utenti delle periferie che non sono stati esentati dalla contribuzione.
Gli abolizionisti hanno deciso di giocarsi la carta dei ricorsi a raffica, raccogliendo le adesioni in tutta la città con gazebo e punti di contatto con i cittadini.
"Invitiamo i contribuenti a non pagare gli avvisi bonari, quando li riceveranno tra la fine del mese e novembre - dice Leo Venturi, coordinatore del Comitato - nelle circoscrizioni installeremo dei gazebo dove sarà possibile sottoscrivere la delega per i ricorsi gratuiti, che attiveremo non appena gli utenti riceveranno le notifiche.
Contestualmente chiederemo agli utenti la consegna degli avvisi, che intendiamo portare alla Regione."
Il Comitato, infatti, dopo la manifestazione di qualche mese fa a Palazzo Donini, vuole fare il bis portando a Perugia un sacco pieno di cartelle esattoriali con scritto "Tevere-Nera? No grazie" da consegnare alla governatrice Lorenzetti e all'assessore all'agricoltura Carlo Liviantoni, indicati dagli abolizionisti come simboli di una classe politica che non sta affrontando la riforma dei Consorzi e il tema della tassazione illegittima.
"Invece di ascoltare i cittadini - proseguono Venturi, l'avvocato D'Ammando che patrocinerà i ricorsi, l'ex presidente del Consorzio Montori, che aveva cancellato la tassa - i politici hanno scelto di chiudersi a riccio, sostenendo le soluzioni raffazzonate dell'attuale consiglio di amministrazione, nato da un ribaltone in cui gli eletti nelle nostre liste, messi sotto pressione da qualcuno, hanno scelto di schierarsi con i rappresentanti degli enti locali e dei proprietari terrieri."
Gli abolizionisti contestano le soluzioni prospettate dal consiglio di amministrazione. A loro avviso, la tassazione per come è stata reintrodotta è totalmente fuori legge. Lo testimonierebbero le oltre 700 sentenze a favore dei contribuenti, che hanno costretto il Consorzio di Bonifica al pagamento di ingenti spese legali.
Principio ribadito dalla sentenza del Tribunale a favore dell'Ater, che ha portato a un maxi-risarcimento nei confronti dell'agenzia regionale dell'edilizia e all'esenzione dal tributo di tutte le sue proprietà.
"Le alchimie messe in atto dagli attuali amministratori - sostiene Venturi - rischiano di portare il Consorzio al dissesto e di ingigantire un contenzioso che è già insopportabile.
La proposta di invitare i proprietari a una trattativa bonaria con il loro front office è un non senso giuridico: o la tassa è legittima o non lo è, non si può aprire una trattativa privata.
Allo stesso modo non si può sostenere che si andrà all'esenzione di chi paga meno di venti euro. Non è la cifra del tributo in discussione, ma la sua legittimità ed esigibilità."
E agli amministratori consortili che avevano sostenuto che i ricorsi costano più della tassa gli abolizionisti rispondono rilanciando:
"Pagheremo noi anche le marche da bollo. I ricorsi saranno assolutamente gratuiti"
dal Corriere dell'Umbria 3 Ottobre 2008

Tassa Tevere Nera e gli avvisi di pagamento
Avvisi bonari di pagamento in arrivo ai primi di novembre per circa 55mila contribuenti (l'utenza sarà urbana, agricola ed irrigua, in base al vigente piano di classifica). Poi arriveranno le cartelle di pagamento vere e proprie. Nella stessa busta, l'utente troverà da pagare non solo la tassa del 2007 ma anche quella del 2008, tutto insieme insomma, in un'unica soluzione, per consentire al Consorzio di bonifica Tevere Nera di entrare subito in possesso di liquidità. Per una piccola parte degli utenti, circa il 15 per cento, ci sarà da pagare anche una "coda" relativa all'irriguo del 2006. É la prima azione che il nuovo consiglio di amministrazione del Consorzio (dopo la sfiducia al vecchio presidente Montori) mette in campo per tirare fuori il Consorzio dalla pesante crisi finanziaria in cui è piombato. Nessuno ovviamente lo nasconde.
"Il dissesto finanziario è in fase avanzata" ha detto ieri mattina il presidente del Consorzio Vittorio Contessa nel corso di una conferenza stampa"per cui ora dobbiamo mettere in campo una strategia precisa per rimettere in piedi l'ente."
Questa prima liquidità servirà soltanto in minima parte a contenere l'impatto che sulle casse dell'ente avrà la valanga di ricorsi annunciata dagli abolizionisti anti tassa. Come detto, pagheranno circa 55mila utenti in base alla delibera 431 del 2007
"che rimane ad oggi l'unica delibera valida"
ha sottolineato Contessa e rimarranno fuori circa 33mila utenti dell'urbano per cui l'ente perderà quasi due milioni di euro. Perdita che, assicura il vice presidente dell'ente, Emanuele Fausti,
"non verrà spalmata sugli altri utenti che dovranno pagare ma sarà una contribuzione cancellata. Entro il 31 dicembre 2008 poi ci sarà da elaborare il nuovo piano di classifica con la creazione di un'apposita commissione per tirare giù le linee guida. Dentro c'è anche la questione del decreto "mille proroghe" emanato dal governo che prevede il riordino del Consorzio e non la soppressione e parla di beneficio "generico" in relazione al pagamento della tassa e non "diretto e specifico".
Di fatto nel decreto c'è un rilancio dell'attività dei Consorzi - secondo Fausti - i cui compiti dovranno essere stabiliti in maniera chiara non più interpretabile con legge regionale". Per il 2009 il Consorzio lavorerà secondo due direzioni precise che viaggiano parallele. Proverà ad aumentare la fascia degli esentati e allo stesso tempo aumentare il volume dei lavori da eseguire su territorio e dunque gli introiti, in modo da poter diminuire l'apporto al bilancio della contribuenza. Alla Regione il Consorzio ha chiesto di esentare dalla contribuenza la fascia che va da zero a 20 euro, i contribuenti più deboli, che per il l'ente consortile rappresentano il 60 per cento dei contribuenti totali ma finanziariamente rappresentano circa un quinto (650 mila euro) degli introiti totali annui (per ora gli esentati sono solo le utenze del centro storico e una parte della prima periferia della città ndr). Un atteggiamento coerente per il neo presidente del Consorzio di bonifica Vittorio Contessa "noi abbiamo sempre ritenuto di dover lavorare per migliorare la tassa, rendendola cioè più equa ma mai abbiamo pensato di abolirla totalmente". Il Consorzio deve fare i conti anche con la Cassa di Risparmio che obbliga l'ente a rientrare entro il 31 dicembre di questo anno dei 2 milioni di euro di scoperto "anche per questo ci vediamo costretti ad inviare tutte insieme le cartelle di pagamento del 2007 e del 2008 ". Ci sarà lo stipendio di settembre per i circa trenta dipendenti del Consorzio. Ieri il presidente Contessa ha fatto sapere di aver firmato il mandato per il pagamento mentre dovranno attendere ancora qualche mese le ditte "esterne" che hanno lavorato per il Consorzio nelle attività di bonifica e manutenzione del territorio. L'ente consortile deve pagare alle aziende 450mila euro circa. Attualmente il Consorzio sta eseguendo un'opera di sistemazione idraulica del fiume Nera all'altezza della scuola De Filis dove è stato innalzato un muraglione e nel tratto compreso tra ponte Garibaldi e ponte Romano. Nei prossimi mesi partirà la manutenzione dei fossi che attraversano la città e le zone limitrofe.

Chiara Damiani
dal Corriere dell'Umbria Mercoledì 24 Settembre 2008

Scatta il recupero tributi del Consorzio di bonifica Tevere-Nera

Scatta l'operazione recupero dei tributi del Consorzio di bonifica Tevere-Nera per il 2007 e il 2008.
A partire saranno prima avvisi bonari con lettere di accompagnamento. Quindi si procederà al recupero coattivo, ma solo in una seconda fase. É questa la decisione presa a maggioranza dal consiglio di amministrazione, con lo scopo di arginare quello che è un vero e proprio stato di tracollo finanziario dell'ente.
Con l'operazione di invio delle cartelle, dalla quale sono esentati circa 25 mila utenti, il Consorzio Tevere-Nera vorrebbe uscire con i fondi necessari a continuare a vivere.
E nei prossimi giorni verranno saldati gli stipendi di agosto e un pezzo di settembre.

dal Corriere dell'Umbria Venerdì 19 Settembre 2008

I lavoratori del consorzio di bonifica Tevere Nera senza stipendio
Le procedure per lo sciopero sono state già avviate, e presto potrebbero aprire uno scenario ancor più complicato dell'attuale, per il consorzio di bonifica Tevere Nera. I ventisei dipendenti, infatti, se entro venti giorni non saranno ricevuti dall'ente e dalla Prefettura, inizieranno una agitazione. Il che vuol dire blocco dei servizi, compreso quello di irrigazione, che in questo periodo rappresenta una manna dal cielo per centinaia di agricoltori. E a quel punto lo scenario diventerebbe ancor più intricato. Ma per i lavoratori del consorzio non c'è altra soluzione. Da quaranta giorni sono senza stipendio, si sentono attaccati ingiustamente dal comitato abolizionista e poco rappresentati dal presidente del consorzio. Per questo alzano la voce e difendono il loro lavoro. Chiedono chiarezza, vogliono sapere quale sarà il loro futuro. Alla conferenza stampa organizzata nei giardini di Lungonera, presenti i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil più i ventisei dipendenti, si respira forte malcontento. "In questi ultimi giorni - spiega Eulalia Caprio - il comitato abolizionista ci ha attaccato in modo fortemente ingiusto. Sembra che la responsabilità della situazione sia la nostra, dei lavoratori. Questo è quanto trapela dalle parole del presidente del comitato abolizionista Leo Venturi. Nel consorzio noi lavoriamo onestamente, tutti, non solo in tre. Ora siamo senza stipendio, se qualcosa a livello amministrativo non funziona non è certo colpa nostra, ma di chi gestisce. Anche per questo abbiamo avviato le procedure per lo sciopero, nel pieno rispetto delle regole del contratto nazionale di lavoro". "Siamo stufi di essere trattati così - spiega uno dei dipendenti - anche perché non conosciamo il nostro futuro. Ora siamo senza stipendio, c'è gente qui che ha una famiglia, che paga il mutuo. E ci vengono a dire che la colpa è nostra? Per lo meno ci licenziassero, così almeno cerchiamo un altro lavoro". Sullo sfondo della conferenza, il primo stralcio dei lavori di un intervento per la messa in sicurezza del fiume Nera (nel box della pagina), "per dimostrare il lavoro che portiamo avanti da anni. Anche perché quando noi realizziamo opere che se funzionano non se ne parla mai, ma non per questo sono inutili". La discussione si sposta poi sul versante amministrativo della vicenda. "Qualcuno sostiene che - attacca Angelo Manzotti, della Fai Cisl - una delle soluzioni sarebbe quella di passare le competenze alla Provincia. Così però più persone pagherebbero la tassa, non solo i proprietari, ma anche gli affittuari, proprio perché a gestire sarebbe l'ente provinciale". "Ora si torni a parlare di qualcosa di concreto - spiega Massimiliano Evangelista, uno dei dipendenti - perché se la Regione dell’Umbria ha stabilito che deve essere rifatto il piano di classifica, ci si metta intorno a un tavolo per cercare di portarlo a termine, evitando polemiche strumentalizzate". Venerdì, intanto, è fissata la prossima seduta del consiglio di amministrazione del consorzio. "All'ordine del giorno - racconta Eulalia Caprio - ci sarà la modifica dello statuto, per chiedere la sfiducia del presidente. Anche in questo caso vogliamo chiarezza. Abbiamo chiesto di essere convocati alla fine della seduta per cercare di capire come si evolve la vicenda"
Massimo Colonna dal Corriere dell'Umbria del 13 luglio 2008

Manifestazione dei dipendenti del consorzio di bonifica Tevere Nera

I dipendenti del consorzio di bonifica Tevere Nera scendono in piazza per manifestare alla luce degli ultimi sviluppi della vicenda tassa.
Questa mattina i 27 lavoratori dell’ente di bonifica si ritroveranno dalle 10,30 in via Lungonera per una conferenza stampa “itinerante”.
L’obiettivo è quello di esporre le proprie idee sulla questione, in particolare riguardo alla recente presa di posizione del comitato abolizionista della tassa.
La manifestazione di protesta di lunedi sarà anche occasione per la presentazione al pubblico della consegna dei lavori per la sistemazione e la messa in sicurezza del fiume Nera.
“Subito dopo la conferenza stampa - dichiarano i dipendenti del consorzio di bonifica - ci sarà la presentazione al pubblico della consegna dei lavori del primo stralcio delle opere di messa in sicurezza del fiume Nera, atto finale degli studi e dei progetti esecutivi elaborati e portati a termine dagli “inoperosi impiegati mangiasoldi” del consorzio Tevere Nera”.
All’iniziativa sono stati invitati a partecipare tutti i rappresentanti delle sigle sindacali di settore, come Fai Cisl, Filbi Uila, Flai Cgil e Sindicob Cida.
7 Luglio 2008

La tassa sul Tevere Nera: ricorso pianificato!

Secondo il comitato abolizionista la partita della tassa Tevere Nera non è ancora chiusa. Per dimostrarlo, il presidente Leo Venturi cala l’asso dalla manica. “Abbiamo già pronti i prestampati e da settembre i contribuenti del Consorzio di bonifica potranno non solo fare ricorso contro l’eventuale invio delle cartelle esattoriali, ma anche chiedere il risarcimento degli arretrati, tutto a titolo gratuito”. Dopo che la settimana scorsa la delibera 92 era stata annullata riaprendo le porte al ritorno della tassa, ecco quindi un nuovo - l’ennesimo - colpo di scena sulla vicenda del Consorzio di bonifica Tevere Nera. Stavolta torna sulla questione il comitato per l’abolizione della tassa che, in conferenza stampa, presenti il presidente Leo Venturi e l’avvocato Maurizio D’Ammando, riapre i giochi con la Regione puntando forte sui ricorsi. Ricorsi che a questo punto potrebbero essere una valanga, sommati a quei circa 700 già accolti, andando così a rappresentare un duro ostacolo per il proseguimento delle attività dell’ente. Questo è almeno l’auspicio del comitato abolizionista. “La tassa non si deve pagare più in modo indiscriminato - spiega il presidente Venturi - perchè c’è già un’ampia giurisprudenza che ci dà ragione in questo senso. Se le cartelle esattoriali saranno spedite nei prossimi mesi, i cittadini sappiano che hanno la possibilità di fare ricorso e da settembre di presentare gratuitamente anche il conto di quanto già versato al Consorzio. Se entro un mese dalla presentazione della richiesta di risarcimento non sarà poi data risposta, le domande diventeranno ricorsi”. Una situazione potenzialmente esplosiva che potrebbe coinvolgere tassazioni anche per diverse annualità. Il comitato abolizionista attacca poi l’operato della Regione. “Non può continuare con questo atteggiamento assurdo, dicendo che non può intervenire, quando invece anche in altre regioni, come la Sardegna, è stato stabilito che deve pagare la tassa soltanto chi ha un beneficio diretto dai lavori del Consorzio”. Sulla difficile situazione dei 27 dipendenti dell’ente ternano, Venturi afferma di aver “sempre difeso i lavoratori, e per questo credo che non possano attaccare sempre il nostro comitato con un atteggiamento pretestuoso. Non è certo colpa nostra se la situazione è quella attuale. E’ anche vero che non si può pretendere che vengano pagati gli stipendi con una tassa ingiusta”. Il presidente Venturi poi riflette sulla situazione attuale del consiglio d’amministrazione del consorzio, spaccatosi nell’ultima votazione. “Il comitato appoggia pienamente la posizione del presidente Moreno Montori, perchè prima di tutto è in linea con il mandato che gli hanno conferito i cittadini andati a votare. La battaglia contro la tassa Tevere Nera la portiamo avanti dal 2000. Mi chiedo - conclude - come mai ci sia ancora la volontà di mantenerla in vita dopo tanto tempo e tante battaglie. Ci accusano di voler strumentalizzare la cosa? Non è vero, tanto che portiamo avanti le nostre idee da molto tempo e se avessimo voluto lo avremmo fatto prima”
7 Luglio 2008
Massimo Colonna dal Corriere dell'Umbria

Tassa Tevere Nera: a volte ritornano
L'antologia di racconti scritta nel 1978 da Stephen King, "A volte ritornano" c'entra poco, se non per la trama surreale di una vicenda che abbraccia pubblica amministrazione, finanza pubblica, ambiente senza che i reali responsabili, che poi nessuno ha ancora capito chi siano questi responsabili, facciano la dovuta chiarezza. Ecco un articolo tratto dal Corriere dell'Umbria per gli aggiornamenti della situazione.

Torna la tassa Tevere-Nera. Con la stessa formula di qualche mese, quella del "ribaltone". Il consiglio di amministrazione, col solo voto contrario del presidente Moreno Montori, ha infatti revocato la delibera numero 92, quella che sospendeva l'invio delle cartelle, e ripristinato l'efficacia della delibera 431 che esentava dal pagamento 32 mila utenti. Al via gli avvisi Saranno dunque oltre 50 mila i proprietari immobiliari, fondiari e gli agricoltori che torneranno a fare i conti con le cartelle esattoriali, riportate in vita dalla delibera della giunta regionale che ha rilevato l'illegittimità della sospensione. Ma attenzione: le cartelle non arriveranno subito. I tempi si annunciano lunghi. Se il Cda e la struttura tecnica decideranno l'invio scaglionato (prima il 2007 e poi il 2008) non se ne parlerà prima di ottobre o novembre. Si parla di un ripristino più "soft", per allentare il contenzioso e ammorbidire il braccio di ferro con gli utenti. L'idea è quella un'emissione dei ruoli di entrambi gli anni con avvisi bonari, non prima del varo del nuovo piano di classifica e quindi almeno a dicembre. Gli avvisi e non le cartelle esattoriali consentirebbero di gestire in maniera meno traumatica il contenzioso: l'intenzione della nuova maggioranza che si è formata dall'alleanza tra ex abolizionisti, agricoltori e rappresentanti delle istituzioni è, infatti, quella di attivare un front office per reclami e opposizioni, al fine di poter tentare conciliazioni prima dei ricorsi alle commissioni tributarie. Operazione credito La volontà degli amministratori è quella di ripristinare il credito con la banca (Carit) che aveva concesso e poi bloccato il fido. Per avere i fidi, il Cda punta a chiedere aiuto alla Regione: la speranza è che l'ente garantisca una soluzione ponte. All'unanimità è stata votata, invece, la riconvocazione del Cda per l’11 luglio, quando dagli uffici tecnici dovrebbe arrivare una prima bozza di una revisione dei ruoli contributivi, con lo scopo di indicare il beneficio diretto e specifico dei lavori consortili richiesto dalla legge. Proprio su questa carenza il Consorzio è stato soccombente per oltre 700 volte di fronte ai giudici tributari. E ora il rischio è che si riapra un altro contenzioso mostruoso, promesso dagli abolizionisti. Tesoretto in bilancio Con il ripristino dei ruoli arriva anche la chiusura in utile del bilancio consuntivo 2007. Un "tesoretto virtuale", perché in realtà i soldi non sono stati incassati, ma che consente un avanzo di amministrazione di 1,8 milioni di euro. L'esenzione di 32 mila utenti ne costerà 900mila. Gli altri saranno usati per altre esenzioni. Battaglia sull'incompatibilità Il braccio di ferro sulla potenziale incompatibilità di due amministratori si è chiuso a loro favore, perché la maggioranza consortile ha respinto l'istanza del ricorrente per carenza di presupposti. Ma il presidente Montori ha fatto mettere a verbale che uno dei due consiglieri aveva preso parte al voto, astenendosi.
Intanto slitta al 31 dicembre 2008 la riforma dei Consorzi, che il governo avrebbe dovuto presentare entro la fine del mese. La bozza di decreto legge sotto esame del Consiglio dei ministri prevederebbe però l'obbligo per le regioni di provvedere alla rifondazione (mediante accorpamento o eventuale soppressione) dei singoli consorzi di bonifica o miglioramento fondiario.
2 Luglio 2008
di Federico Zacaglioni dal Corriere dell'Umbria

L'impressione, per l'ennesima volta in questa telenovela, è che la vicenda del Consorzio di bonifica Tevere-Nera si sia soltanto arricchita di una nuova puntata. E che quello che seguirà sarà un altro braccio di ferro legale, con valanghe di ricorsi, udienze in tribunale e nelle commissioni tributarie, contenziosi in punto di diritto.
La Regione ieri mattina ha deciso e l'assessore regionale all'agricoltura Liviantoni si è precipitato a Terni per divulgare la notizia: la delibera consortile 92, quella che ha paralizzato l'invio delle bollette a tutti gli utenti, per la giunta è illegittima.
Ma solo su un punto. Un punto sostanziale, però. Quello, cioè, che sospendeva il piano di classifica e che rendeva nullo quello di riparto.
Rendendo di fatto impossibile la tassazione. E ora? Che succede? Rientra in vigore il vecchio piano di classifica, lo strumento che individua i benefici derivanti dalle opere di bonifica, stabilisce i parametri per quantificarli e determina per ciascun immobile l'indice di contribuenza. In pratica ci sono gli strumenti per rimettere in piedi la tassazione.
Ma è sulla responsabilità di questa scelta che ci si divide. Liviantoni sul punto è stato chiaro: applicarlo, in piena autonomia, tocca al consiglio di amministrazione. Gli abolizionisti, invece, fanno sapere che - se tornerà la tassa - sarà stato per una scelta della Regione e per responsabilità dei consiglieri che hanno cambiato casacca. E che, 8 su 9, vogliono ripristinare la tassazione almeno per le periferie e il rustico. Cioè inviare le bollette a circa 35 mila ternani. Ora, in ogni caso, il consiglio di amministrazione ha tempo 30 giorni per adottare il piano di riparto e decidere chi far pagare e quanto. Anche questo atto, qualora assunto, dovrà essere rimesso all'attenzione della giunta regionale per la verifica di legittimità. La delibera della giunta regionale, inoltre, ha chiarito che entro fine anno il Consorzio di bonifica dovrà elaborare un nuovo piano di classifica, per evitare il rischio di essere travolto dai ricorsi, perché la Regione ha già contribuito a settembre 2007 a finanziarne il 50 per cento. “Sugli altri punti della delibera non siamo entrati, pur rilevando illegittimità diffuse - dice il vicepresidente della giunta regionale, Carlo Liviantoni - perché non di competenza della giunta Il punto 5, invece, lo abbiamo bocciato in quanto priva il Consorzio di uno strumento indispensabile per la sua vita amministrativa come il piano di classifica, lo sospende senza termini certi, provoca con questa scelta il dissesto finanziario ed è un provvedimento avversato dalla maggioranza dei consiglieri di amministrazione. Abbiamo restituito autonomia decisionale agli organi amministrativi consortili, che hanno la responsabilità di risolvere i problemi”. Gli abolizionisti aspettano la notifica della delibera della giunta regionale. Ma fanno sapere di essere pronti ad opporsi ad una nuova ondata di tasse. “Se la tassazione sarà imposta come nel passato partiranno i ricorsi. Ci sono 700 sentenze che ci danno ragione ed anche un pronunciamento del Tribunale sul ricorso dell'Ater per centinaia di immobili su tutto il territorio di Terni e Narni”. Intanto per questa mattina alle 13 il giudice Di Giovannantonio ha convocato, con procedura d'urgenza, un'udienza richiesta dagli 8 consiglieri di amministrazione che vogliono rimettere in discussione la linea del presidente Montori. Lui fa sapere di aver ricevuto l'avviso di notifica troppo tardi per trovarsi un avvocato. “Dopo aver ritirato la notifica - afferma - andrò dal giudice a chiedere di darmi il tempo di trovare un avvocato, visto che il legale del Consorzio si è dimesso. In ogni caso spiegherò al giudice che ho bisogno di tempo per eventuali controdeduzioni e per produrre una tutela legale”. Insomma, si ricomincia. In attesa di un provvedimento di riordino dei Consorzi da parte del governo. “Noi come Regione - fa spallucce Liviantoni - non possiamo sopprimerli, né accollarci il personale. Aspettiamo una nuova legge”
20 Giugno 2008
di Federico Zacaglioni dal Corriere dell'Umbria

La vicenda della tassa Tevere - Nera dovuta al Consorzio di Bonifica Tevere - Nera ha dei tratti in comune con le più noiose soap opera mai trasmesse, ora si paga poi non si paga, ora si ripaga poi non si ripaga più, cittadini che vanno in normale confusione, valanghe di reclami, cartelle esattoriali spedite e richieste illegittimamente, politici che si accusano a vicenda tanto la colpa è sempre dell'altro. Da cittadino ci si guarda in gira e non c'è mai uno con le maniche tirate su con un po'di sudore sulla fronte e il nodo della cravatta allentato, sarà miopia nostra ma la sensazione è che sia sempre la fiera delle belle parole e pochi ci provino veramente a risolvere questo problema. Quello che segue è solo l'ultimo intervendo sulla vicenda che abbiamo trovato su newgol.com a cura di Enrico Melasecche, come sempre ognuno si faccia la sua idea:
Sulla Tassa Tevere-Nera, il PD ha gettato la maschera. Nonostante la trasferta in Regione di 400 cittadini infuriati, il PD insiste nell'equivoco con cui in questi anni i suoi esponenti ternani hanno mostrato a Perugia una faccia, quella arcigna del potere e della conservazione, mentre a Terni alzavano il vessillo della difesa delle famiglie e del "cambieremo sicuramente la legge". Ma quando mai? Non sorprende perciò che il capogruppo PD, Gianluca Rossi, abbia difeso anche pochi giorni fa l'iniquità di questa tassa malgrado ben 720 sentenze abbiano già detto chiaramente che tale balzello non vada più pagato da chi non riceva "un beneficio diretto e specifico", quindi dalla stragrande maggioranza dei cittadini. Perché solo alcuni sono costretti a tirar fuori soldi dal portafoglio (vedi i cittadini di Terni) quando altri (Perugia) sono esentati? Il PD intende continuare a penalizzare famiglie e imprese, manifestando totale impermeabilità alle giuste critiche, o non farebbe forse meglio a recuperare il tempo perduto, a riflettere sugli errori, a cambiare in fretta la legge sulla bonifica, salvaguardando le esigenze di chi ha davvero necessità del servizio, evitando costose duplicazioni di funzioni tra Comunità Montane e Consorzi? Occorre una parola definitiva; bisogna, quindi, smetterla con una sceneggiata che fa scempio dei diritti dei più deboli, che dura da tempo ormai immemorabile, ma che soprattutto è sintomatica del peso politico di Terni in Regione: un peso prossimo allo zero, con esponenti del PD e dell'intera sinistra succubi del potere del presidente della Giunta che ha già drenato moltissime risorse su Foligno e su alcune specifiche zone del Perugino, trascurando la parte meridionale dell'Umbria. Una realtà incontrovertibile su cui dai quattro assessori regionali ternani sarebbe lecito attendersi almeno una presa di posizione anziché assordanti silenzi.
2 Giugno 2008

Offerte di lavoro a Terni e Provincia

News dalla Provincia di Perugia